20 giugno. Una riflessione sui rifugiati: memoria, responsabilità e futuro

La Giornata Mondiale del Rifugiato non è soltanto un’occasione per ricordare chi è stato costretto a fuggire da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani. È anche un momento per riflettere su ciò che le nostre comunità hanno saputo costruire negli anni.
L’Italia continua ad essere uno dei Paesi europei impegnati nell’accoglienza delle persone che chiedono protezione internazionale. Anche la Puglia, e la provincia di Foggia in particolare, hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo importante.

A Lucera possiamo ricordare con orgoglio che, molti anni fa, nacque una delle prime esperienze di accoglienza attraverso un progetto PNA (Programma Nazionale Asilo), antesignano dell’attuale Sistema di Accoglienza e Integrazione. Una scelta coraggiosa che dimostrò come l’accoglienza, se organizzata e condivisa con il territorio, possa diventare un’opportunità di crescita per tutti.
Oggi, troppo spesso, il dibattito pubblico si concentra solo sui numeri degli arrivi, dimenticando i numeri del contributo che rifugiati e richiedenti asilo offrono al nostro Paese.

Nella nostra provincia e in tutta la Puglia migliaia di lavoratori stranieri rappresentano una componente essenziale dell’agricoltura. Senza il loro lavoro sarebbe difficile garantire molte produzioni che rendono competitiva la nostra economia agricola. Non è un’opinione, ma una realtà riconosciuta anche dagli studi e dai rapporti sul settore agricolo.
C’è poi un altro dato che merita di essere ricordato. I lavoratori stranieri, compresi molti rifugiati che hanno trovato un’occupazione regolare, versano ogni anno miliardi di euro di contributi previdenziali. Questi contributi sono fondamentali per sostenere il sistema pensionistico italiano e contribuiscono concretamente al pagamento delle pensioni di milioni di cittadini. È una verità spesso dimenticata nel confronto pubblico.

Naturalmente restano problemi da affrontare: lo sfruttamento lavorativo, il caporalato, le difficoltà nell’inserimento abitativo e sociale. Ma proprio per questo occorre investire in percorsi di accoglienza seri, formazione e integrazione, perché una persona che lavora, paga le tasse, contribuisce alla previdenza e partecipa alla vita della comunità rappresenta una risorsa per tutti.
Lucera conosce questa storia. L’ha vissuta prima di molti altri territori. Per questo può continuare ad essere un esempio di una comunità che non rinuncia ai valori della solidarietà, ma li coniuga con responsabilità, legalità e sviluppo.
In questa giornata ricordiamo che dietro ogni rifugiato non c’è soltanto una storia di fuga, ma anche una possibilità di rinascita. E ricordiamo che una società è più forte quando sa trasformare l’accoglienza in inclusione e l’inclusione in partecipazione.

Perché costruire ponti è sempre più utile che alzare muri.
-Giugno 2026-
Tonio Fusco

 

 

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